Cavallo indigeno siciliano

Ritratto di Sofista

L'origine del cavallo indigeno siciliano deve essere ricercata nei territori e nei pascoli collettivi delle antiche "città demaniali" unici siti dove storicamente in Sicilia anche il popolo poteva liberamente allevare e detenere equini in gran numero, privilegio dato da Federico II di Svevia il quale, memore dell'esperienze negative del passato e delle rivolte subite a opera dei signorotti locali limitò a solo quattro il numero delle guardie armate a baroni e nobili Locali.
L'associazione Regionale Cavallo da sella Indigeno Siciliano, con L'Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia e il Gruppo Equestre Siciliano hanno avviato il progetto "Studio e caratterizzazione della popolazione equina insulare” riconducibile al gruppo etnico del Cavallo Indigeno Siciliano.

Standard di razza è ancora da definire ma può essere così delineato:
Testa piccola e ben proporzionata con orecchie piccole e appuntite, occhi grandi e scuri, narici ampie, profilo prevalentemente rettilineo, collo lungo e ben arcuato, garrese ben definito, dorso dritto e di media lunghezza, groppa ampia e spingente, coda con crini molto folti con attaccatura medio alta, petto ampio e muscoloso, torace ben profondo, spalla ampia e di buona inclinazione, coscia e gambe lunghe, articolazioni grosse e conformate, appiombi giusti.

Attitudine:
Turismo Equestre, tiro leggero, completo, monta da lavoro classica, ippoterapia

Altezza:
da 157 a 164

Popolazione:
Popolazione equina insulare riconducibile al gruppo etnico del Cavallo Indigeno Siciliano.

Mantello:
baio carico, grigio, sauro, baio

Caratteristiche:
docile, nevrile, coraggioso

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