Comportamenti, abitudini e manie di tutti i gatti

Ritratto di Sofista

Addentriamoci, dunque, nel labirinto psicologico del gatto, badando, per ora, alla norma e non alle eccezioni.

Un aggettivo comune usato per definire il carattere del gatto è la parola "sornione", che potrebbe anche tradursi in ambiguo. La definizione gli deriva da un certo suo comportamento enigmatico. Il gatto, infatti, è capace di starsene a guardare il mondo con occhi impigriti, per ridestarsi improvvisamente nella caccia di un topo, o non rispondere ai richiami del "padrone" , ma scuotersi non appena il fruscio di una carta o il tocco di un coperchio di cucina gli risvegliano il desiderio del cibo. E' un filosofo che non si cura delle piccole e grandi cose, ma che si preoccupa egoisticamente solo di quanto lo riguarda e gli piace: non solo il cibo, ma anche le carezze, non solo il caldo di un cuscino, ma anche la presenza umana. Il suo egoismo, comunque, è pregante di dignità. Pur di non sottomettersi al servilismo, è capace di affrontare fame, miseria, malattie, intemperie, vivendo di caccia minuta al riparo di una grondaia o di una cassetta abbandonata.

Altra caratteristica di tutti, ma proprio tutti i gatti, è la pigrizia.

I gatti sono creature piuttosto delicate, sono soggetti a un certo numero di diverse malattie, ma non ho mai sentito parlare di un gatto che soffrisse di insonnia!... (Joseph Wood Krutch)

Ci avrete fatto caso anche voi ai loro continui e ripetuti sonnellini, no? Ma pensate: i nostri amici pelosi dormono più di qualsiasi altro animale al mondo, anche di quelli che trascorrono svariati mesi in letargo. Certamente esistono gatti più o meno esuberanti o desiderosi di scoprire il mondo...ma , fateci caso, questi bellissimi felini si scompongono solo per necessità e di rado per accondiscendere ai desideri di un essere umano. Spesso però la loro pigrizia viene messa in ombra da un'incredibile curiosità. Noi lo diciamo sempre alla nostra micia...Attenta: the curiosity kill the cat (le stiamo insegnando l'inglese!).

La curiosità uccide il gatto, ma la soddisfazione lo riporta in vita....(Proverbio inglese)

Quante volte, infatti, i gatti , per curiosità o desiderio di osservare il mondo dall'alto, si arrampicano sugli alberi, non riuscendo poi a scendervi!!!!

La curiosità infatti può mettere nei guai chiunque, anche un animale intelligente, come il nostro piccolo felino. Fortunatamente, però, il micio associa questa estrema curiosità ad un elevato senso di diffidenza e timore. In questo somiglia molto alla sua vittima di sempre: il topo, che, a sua volta è un animaletto neofobo. Se vivete con un gatto, vi sarà capitato di ritornare a casa, una bella sera, con un pacco dalla forma strana. Il vostro amico vi corre incontro come al solito ma poi, notato quell'oggetto sconosciuto, si ferma ad un metro da voi, immobile, con le pupille dilatate ed il collo teso. Osserva attentamente, alla dovuta distanza, il misterioso pacco e poi, constatando la sua immobilità, si avvicina, gli gira intorno e comincia ad annusarlo.

Questa neofobia si traduce anche in uno spirito di estrema conservazione e abitudinarietà: potremmo addirittura dire che il gatto è (ahimé) un animale reazionario: non ama i cambiamenti, che legge come una sorta di messa in discussione del suo ordinato e confortevole mondo nel quale si è abituato a vivere e che vorrebbe sempre immutato........non ci credete? Provate a spostargli, nella mappa dei suoi percorsi abituali, la ciotola del cibo o dell'acqua: noterete il suo disappunto e riceverete uno sguardo di disapprovazione per aver messo in discussione la sua fiducia nella stabilità dell'universo.

L'estrema curiosità ed il volersi rendere conto di ogni movimento od oggetto manifesta, comunque, il suo naturale istinto di caccia: un irrefrenabile impulso, tramandatogli per atavismo millenario che lo spinge ad impossessarsi dei piccoli animali. La nostra amata e vecchia gattona Birba ce ne portava in gran quantità davanti alla porta di casa, quando era giovane: topi, lucertole, canarini...tutti trofei di caccia che condivideva orgogliosamente con noi, sue amate mamme , alle quali voleva dimostrare la propria abilità e dalle quali, forse, cercava complimenti e congratulazioni.

Il gatto ha mantenuto nei secoli una grande indipendenza dall'uomo solo grazie all'abilità di cacciatore ereditata dall'antenato selvatico. E proprio nella fremente attesa dell'agguato, nello scatto fulmineo dell'inseguimento e nell'agilissimo balzo per catturare la preda che possiamo ammirare la specializzazione di questo piccolo predatore. La struttura anatomica del gatto è slanciata ed elegante, con le zampe anteriori estremamente mobili grazie alla riduzione estrema della clavicola, sostituita da potenti muscoli. La spina dorsale è formata da vertebre con giunture flessibili, che aumentano la fluidità del movimento e la potenza nel salto e nello scatto. Le zampe posteriori sono specializzate nel fornire spinta nel salto, più che nella corsa....che splendide e perfette creature i nostri amici, eh?

Il più piccolo dei felini è un vero capolavoro....(Leonardo da Vinci)

.............e se lo dice Leonardo!!!!

Informazioni Fonte e Autore